Gli anni dell'affermazione
L'affermazione e la maturità

Conosce Piero Manzoni, Antonio Recalcati e Mario Nigro, e un po’ per non morire, vive a Parigi eppoi affamato, conosce Giorgio Marconi ed Emilio Tadini e vince la Biennale di San Marino. Si sposa nel ’62! Nel ’63 fugge ed espone a Londra poi a Parigi, prescelto da una commissione internazionale alla Galerie des Jeunes in rue St. André des Arts, sì a Parigi, proprio a Parigi.

È un artista “affermato”, con articoli su “Le Monde” e altre storie scritte da Jean Jaques Leveque. Nel ’64 nasce Silvia, si separa e fugge in Germania a Bad Godesberg capitale a Bonn, incontra Gunther Grass, espone a Berlino e a Bad Godesberg: la Germania diventa il punto di riferimento fondamentale, anche politico. “La domanda e l’offerta” unisce in comunità d’intenti politici ed estetici Baratella a Spadari e De Filippi, in una mostra del ’67 a Milano Galleria del Grattacielo. Ma già la morte di Ardizzone aveva acceso la rabbia del giovane artista. Il sodalizio produrrà molta attività di mostre così dette di impegno politico, mentre Baratella sviluppa una sua visione antagonista del tutto originale e individualizzata.

L’occupazione della Triennale di Milano e le successive strategie terroristiche della tensione di stato indirizzeranno sempre di più la sua visione artistica nella direzione della lotta movimentista.

Ancora in Germania a lavorare, a conoscere gli artisti che la politica la fanno, dicono, davvero: Vostell Beuys, Kienholz, Grutzche, Canogar, Caniaris, Alverman, Monory, Kitaj, Tilson, Arrojo, Rancillac, Staeck, Errò, Klasen, ecc. Si innamora follemente di Giovanna Belluomini che sarà la sua compagna per sempre. Conosce Costanza e Paolo Sansoni che con Silvia saranno i suoi figli per sempre.

Mostre ai musei d’arte moderna di Parigi, Bruxelles, Berlino, Hannover, Monaco, Bielefeld, Dusseoldorf ecc…, e la Spagna con ancora Franco, il sequestro eppoi la condanna a Parigi di un quadro (bruciato pubblicamente a Brive) contro il razzismo, ne parlò anche Sartre. Rifluire! Terrorizzare!

Altri quadri, altre azioni. Renato Guttuso! Un quadro di 23 metri alto 3,20: Vorrei e non vorrei. Vogliamo tutto e subito. Gli yuppies, Craxi.

Altre mostre, altri quadri, altri arrivi e partenze.

Grandi esperienze con la musica vicina, incollata ai quadri, musica fatta apposta da Giovan Battista Zotti, da Ivan Fedele, uno morto, il secondo grande e riconosciuto maestro a livello internazionale, per conoscere le radici dell’essere nel mondo. Sabina Macculi, il soprano che dà voce all’angelo annunciante che domanda ancora dell’uomo, alla Fondazione Mudima nel ’95 a Milano, con Maurizio Carnelli gran pianista.

Il decennio ’90 lo vede attore all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano come titolare di cattedra: alla scoperta del nocciolo duro dell’arte. Nasce Rachele. È invitato alla XIII Quadriennale d’Arte di Roma nel 1999. Le esperienze estetiche, filosofiche e politiche sono tuttora in corso. Nel frattempo Gian Giacomo Spadari è morto. Baratella attualmente vive a Milano, a Cuccaro Monferrato e a Lucca.




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