Costanti e Variabili
Treviso - Casa dei Carraresi - dall'8 al 31 maggio 2009
  • SEDE: Treviso, Casa dei Carraresi - Via Palestro, 33.
  • PERIODO: Dal 8 al 31 maggio 2009.
  • ORARIO: Feriali e festivi 10.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00.
  • BIGLIETTI: Ingresso gratuito.
  • VISITE GUIDATE A GRUPPI, SCUOLE E ASSOCIAZIONI: Gratuite.
  • Le offerte saranno devolute a favore del progetto: AIUTIAMO "I PAGLIACCI" DELL` OASI PEDIATRICA DI TREVISO A FAR SORRIDERE PIÙ BAMBINI
  • PRENOTAZIONI: Dal lunedi al venerdì: 10.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00 - sabato 10.00 - 13.00.
    Tel. 0422 513150
    e.mail: arteficiolinea@gmail.com

Percorso sull`uomo soggetto della propria contemporaneità e del proprio essere
di Maurizio Pradella - curatore

La mostra Costanti e Variabili, che da molto tempo desideravo organizzare qui nella mia città, spero e sono convinto che potrà svelare ai trevigiani e ai visitatori uno dei lati oggi più che mai inconsueto, che un tempo rendeva grande un artista e lo immortalava, ossia l`impegno intellettuale.


Paolo Baratella, ha un carnet di profilo internazionale e gode di quella fama, ormai recepita dai testi ufficiali che oggi consacrano all`olimpo dell`Arte la statura artistica di un autore (Zanichelli, GarzantineArte, Mondadori, ecc.), oltre la quale ogni esposizione di sue opere diventa puro dono `spirituale` al visitatore e alla critica, ben oltre la celebrazione e il confronto. Come a dire che Baratella si consegna al nostro gusto e alla sensibilità dei visitatori per dialogare sulla sua creatività pittorica, giunta ormai a una maturità di linguaggio coerente e aperto.

Questa mostra quindi non rappresenta un punto di arrivo né di partenza. Un pittore come Baratella è in lotta continua con i limiti del tempo e dello spazio. Molto stimolante il suo percorso tra le immense tele dipinte nell`arco dell`attività creativa, un costante sguardo sull`uomo soggetto della propria contemporaneità e degli archetipi costitutivi del proprio essere.

Qui giunge quasi per caso, forse affascinato da una urbe picta lacerata dagli ordigni bellici e risorta come l`araba fenice, oppure distratto, nel suo interminabile migrare, dagli specchi di verdi acque sorgive, su cui la nostra Treviso porge rifugio e ristoro ai voli migratori. Approdare a Treviso vuol dire approdare in un porto tranquillo. È luogo di incanto e di magiche suggestioni, dove il corpo si riposa, la mente si dilata e l`anima si mette a nudo guardandosi dentro, attraverso i filtri paesaggistici di una città rimasta piacevolmente provinciale ma con aspirazioni alte, spesso negate. Comisso arditamente la chiamò `piccola Atene`, nel tempo in cui allevava artisti del calibro di Arturo Martini, di Gino Rossi e la schiera di pittori che rese straordinario il Novecento veneto.

Fondazione Cassamarca da un decennio, superando a fatica la miopia localista e domestica, ha messo a disposizione delle espressioni culturali di più ampio respiro un edificio storico della città, detto Ca` dei Carraresi, che in questo periodo ha rappresentato per i trevigiani e per l`intera regione un vero punto di riferimento per Mostre d`arte di grande spessore.

Basti ricordare la grande stagione della pittura francese sull`impressionismo con sei mostre curate da Linea d`ombra di Marco Goldin, per poi continuare con la pittura veneta dell`ottocento, del novecento e l`ultima mostra Canaletto - Venezia e i suoi splendori alternandosi con le mostre sull`antica cultura della Cina, mirabilmente curate da Artematica e Sigillum.

L`attenzione da me posta alla pittura di Paolo Baratella, iniziata molti anni fa, perdura e si è irrobustita. Il percorso di un ampio tratto della sua esperienza artistica, che coraggiosamente e in modo del tutto originale si è confrontata con le molte tendenze, scuole e movimenti che hanno reso feconda e innovativa la seconda metà del Novecento, ora finalmente può svilupparsi in questo stupendo storico palazzo, messo a disposizione dal presidente della Fondazione Cassamarca On.le Dino De Poli, al quale si deve riconoscere un ruolo primario nella rinascita urbanistica di Treviso, incarnando il ruolo di novello principe dell` Umanesimo contemporaneo della nostra città, e non solo.

Questa antologica arriva a Casa dei Carraresi dopo la grande mostra del Canaletto e vuole essere la sintesi di una connotazione irrinunciabile per l`uomo, per la persona umana. L`essere e il divenire, Parmenide e Eraclito, mente e cuore, termini in feconda e salutare antitesi, brani di un lungo racconto che Baratella con intensa maestrìa ci racconta.

Costanti: dovrebbero essere i convincimenti e le adesioni ideologiche a visioni del mondo, per non dire a visioni che attengono alla sfera dell`estetica.
Si presume che tali convinzioni possano essere coerenti nell`arco di una vita cosciente, e che l`impegno dell`artista sia quello di mostrarsi fermo nelle idee che nutrono la propria mente, la propria anima.

Variabili: il linguaggio pittorico si manifesta come una forza viva capace di crescere e trasformarsi in continuazione in stretta relazione con l`evolversi della vita dell`artista, in questo caso il pittore, e la sua capacità di percezione delle modifiche strutturali del proprio esistere. Questo aspetto riguarda, dunque, la variabilità delle forme espressive lungo il tragitto vitale, che costituisce la ricerca dell`espressione che meglio aderisce al momento storico, culturale e del sentire sensibile. Tutto ciò è costitutivo di quella variabilità delle opere di uno stesso artista che scandisce le epoche in cui sono state create.

La costanza di sguardo sul mondo è il contenuto che va a riempire l`involucro delle forme variabili nel tempo. Associando questi due termini ne risulta il titolo di questo importante evento artistico.

Artista milanese è tra i protagonisti di spicco di quella temperie neofigurativa del Secondo Novecento che va sotto il nome di immagine critica.




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